header h Chi siamo

Suburra

Novembre 2011, l’Italia nelle sue istituzioni più importanti ed influenti, tra politica e Vaticano, sembra profondamente segnata da un cambiamento radicale, ma, che in realtà, non porterà ad una svolta effettiva come la storia recente ha insegnato. Suburra, film basato sul romanzo omonimo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, è il racconto dell’apocalisse giunta nella città eterna, e non solo, tra la caduta del governo Berlusconi e l’abdicazione di Papa Benedetto XVI, dove tutto sembra scivolare via in una pioggia incessante, però senza indicare nei giusti termini e contenuti, le cause del marcio visibile ad occhio nudo in ogni angolo della metropoli, attualmente triste, cupa ed insidiosa, soffermandosi sugli effetti che il mal costume produce, in un film dove l’azione e la violenza la fanno da padrone. Una lotta incessante per il dominio di Roma, dove la ricerca immediata del successo va di pari passo con la teoria d’annientamento dell’individuo, con uno Stato cieco e assente. Perché la posta in palio è di quella grossa,ed ha un nome, Ostia, ed in pochi si possono metter al tavolo delle trattative. Una guerra, inoltre, generata dalla vendetta per un fratello ucciso, in un clima ed ambientazione noir quasi per tutta la durata del film. Una storia vera, sembra una fiction ridimensionata in un'unica puntata, dove Stefano Sollima, il regista di ACAB e Gomorra (La serie),non coglie l’occasione quasi irripetibile, di produrre un capolavoro senza precedenti,per la preveggenza, il cast stellare, ed il momento storico che stende un tappeto rosso all’uscita di questo film, limitandosi a girare un semplice “bel film” che ricorda le molteplici serie tv americane che passano quotidianamente in televisione. La prova degli attori è sufficiente, con un plauso particolare a Claudio Amendola nella veste del padrone di Roma (meglio noto come Il Samurai), e Pier Francesco Favino nel ruolo di Filippo Malgradi, politico corrotto coinvolto in un giro di escort, costretto a doversi confrontare con il clan degli Anacleti. Numero 8, Alessandro Borghi,è un giovane boss che vuol trasformare Ostia in Las Vegas,ed il volto femminile del crimine è rappresentato da Viola, Greta Scarano, fidanzata di numero 8, e daSabrina, Giulia Elettra Gorietti, escort di professione e molto vicina a Sebastiano. Quest’ultimo interpretato da un Elio Germano lontano dalla sublime prova in Il giovane favoloso, personalmente non solo per suo demerito, perché disarmato della sua enorme potenzialità in un ruolo dove non si comprende pienamente chi e che cosa dovrebbe rappresentare. Resta la buona dose d’azione, in un film che non aggiunge nulla di nuovo, senza entrare nell’intimo del male, evidenziando i tradimenti e le pallottole più che la totale mancanza di morale in un mondo che sta crollando su se stesso.

Salvatore Galizia

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy

Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.