Restare umani

THE CONSTITUTION – DUE INSOLITE STORIE D’AMORE

TITOLO ORIGINALE: Ustav Republike Hrvatske

REGIA: Rajko Grlić

SCENEGGIATURA: Rajko Grlić, Ante Tomić

FOTOGRAFIA: Branko Linta

SCENOGRAFIA: Zeljka Buric

COSTUMI: Leo Kulas

MONTAGGIO: Andrija Zafranovic

MUSICHE: Duke Bojadziev

CAST: Nebojsa Glogovac (Vjeko Kralj), Dejan Acimovic (Ante Samardzic), Ksenija Marinkovic (Maja Samardzic), Bozidar Smiljanic (Hrvoje Kralj), Mladen Hren (Ivan Staziæ), Matija Cigir (Bobanoviæ)

PRODUZIONE: Sever & Sever, Interfilm Revolution, In Film Praha

DISTRIBUZIONE: Cineclub Internazionale Distribuzione con Tycoon Distribution

Croazia\Repubblica Ceca\Slovenia, 2016

DURATA: 93'

RICONOSCIMENTI

Montréal World Film Festival: Grand Prix des Amériques

Santa Barbara International Film Festival: Premio della Giuria

the constitution locCi troviamo in Croazia, nel centro di Zagabria precisamente, ai giorni nostri. Il protagonista della storia è Vjeko (Nebojsa Glogovac), un insegnante di scuola superiore che ha dedicato gran parte della sua vita allo studio della lingua croata.

Vjeko vive in una casa da solo, con suo padre malato da diversi anni e nell’impossibilità di muoversi. Questo implica il fatto che deve essere assistito e rimanere perennemente a letto.

La vita di Vjeko, traumatizzata dalla perdita del suo compagno, il violoncellista Bobo, è piatta e senza sentimenti. L’unica emozione che prova è quella di vestirsi e truccarsi da donna e girovagare di notte per la città.

Ed è proprio qui che succede qualcosa che darà una svolta narrativa alla storia di Vjeko. Viene fermato e picchiato da un gruppo di naziskin che lo riducono malamente, facendolo finire in ospedale. Qui conoscerà Maja, l’infermiera che si prenderà cura di lui e che si capirà essere la sua vicina di casa, abitante dello stesso condominio. Inizia da questo momento una serie di relazioni tra i due che li porterà a stringere un legame molto affettivo, contrapponendovi, alle volte, le difficoltà di Vjeko di accettare Ante, il marito della signora, perché Serbo.

La distanza fra i personaggi è sottolineata per una buona parte del film da una scelta rigida di inquadrature, a indicare come ciascuna figura sia afflitta da un sostanziale isolamento. Quella solitudine che si percepisce e ti rende debole, tanto da farsi avanti e prendere il sopravvento, come in alcuni casi, con la debolezza del protagonista.

Una forte diffidenza separa Vjeko, il padre e il poliziotto Ante, dovuta in parte a pregiudizi ideologici, in parte a traumi maturati in passato dagli stessi personaggi.

L’aura di incomprensione e risentimento è sottolineata a livello visivo dalla persistenza di una penombra cupa, dalla presenza ricorrente di muri e paraventi.

Se il vecchio ustascia, fascista, bigotto e autoritario, è l’emblema muto e morente dei valori della vecchia Croazia, Ante e Vieko rappresentano invece la società moderna, multietnica e multisessuale.

L’integrazione è possibile soltanto a condizione di una mutua apertura, e questa avviene nel film grazie a Maja. Quando Vjeko subisce un pestaggio, Maja cura lui e accudisce il padre, ottenendo in cambio la promessa che il professore aiuti il marito a superare l’esame sulla costituzione croata.

L’istinto femminile, amorevole e materno, si configura quindi come elemento catartico, capace di ripulire pregiudizi e violenza, favorendothe constitution 1 l’amicizia e la collaborazione.

Si avverte una certa sofferenza in The Constitution, ed è molto fisica. Come fisica è la trasformazione del professor Vjeko in Katarina, fisica è la ferita di Maja, che la porta a perdere il figlio e la possibilità di concepire naturalmente, fisico è il tracollo del padre di Vjeko, del tutto dipendente dalle cure del figlio e dell’infermiera. I corpi di The Constitution, che siano forti o mutilati, malmenati o magnificamente abbigliati, parlano e raccontano le storie di donne e uomini che non si arrendono, che hanno bisogno di abbandonare l’odio per poter dare ai propri figli e alle proprie figlie un posto migliore dove esprimersi, vivere e amare.

Realizzare un film come questo e contestualizzarlo con ciò che sta avvenendo oggi in Europa è di per sé un forte atto di presa di coscienza umana e politica.

Grlić, il regista, prova a restituire quel dramma con tocco delicato e introverso, causato da pregiudizi razziali, che vanno ben oltre quelli a cui quotidianamente assistiamo, sbigottiti da ciò che accade nel mondo. Una riflessione questa, figlia di una generazione che sta avviandosi a cercare in tutti i modi di destituire “le Repubbliche” europee, attivando un atto di cambiamento politico-militare.

Del resto, la scelta di Grlić del titolo originale Ustav Republike Hrvatske, letteralmente tradotto in La Costituzione della Repubblica croata, rimane forte e con un pieno senso di valore democratico, qualora questa ideologia fosse ancora accettabile.

The Constitution - anche se l’aspetto estetico/narrativo potrebbe fuorviare lo spettatore - rimane una commedia piena di ritmo e a volte ironica. Molto ponderata e piacevole.

Michele Tarzia

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